58 tonnellate di macerie rimosse in due giorni da un appartamento a Milano

Dalla posizione del mezzo alla linea di aspirazione: come è stato organizzato l’intervento per ridurre la movimentazione nelle parti comuni di un condominio abitato.
Aspirazione macerie in un appartamento a Milano, Via Zante 19

In questo articolo

In breve

Nel cantiere di via Zante il mezzo è rimasto all’esterno dell’edificio e una linea di aspirazione ha raggiunto direttamente i locali in ristrutturazione. Le macerie sono state trasferite nel serbatoio senza organizzare un percorso continuo di sacchi, carriole e piccoli carichi attraverso le parti comuni.

Il lavoro è stato distribuito su due giornate, seguendo l’avanzamento della demolizione. In questo modo l’appartamento è stato liberato in coordinamento con le altre lavorazioni e il materiale è stato poi trasportato e conferito in un impianto autorizzato.

Durante una ristrutturazione, l’aspirazione di macerie in appartamento permette di affrontare una fase spesso sottovalutata: portare fuori pavimentazioni, massetti, forati e rivestimenti senza trasformare scale, ascensori e passaggi comuni in una via di trasporto per i residui della demolizione.

In un edificio abitato di Milano, PEP Service ha gestito l’aspirazione di 58 tonnellate di macerie in due giornate di lavoro. L’intervento, commissionato da CMR Società Cooperativa, è stato organizzato seguendo l’avanzamento della demolizione e riducendo la movimentazione manuale all’interno del condominio.

Il cantiere in sintesi
LuogoMilano, Via Zante 19
CommittenteCMR Società Cooperativa
ContestoAppartamento in ristrutturazione all’interno di un edificio abitato
Materiale rimossoPavimentazione, massetto, forati e rivestimenti
Quantità58 tonnellate
Durata2 giornate di aspirazione, a circa 10 giorni di distanza
Posizione del mezzoAll’interno della proprietà condominiale, con occupazione di suolo pubblico su strada

La situazione di partenza

Stanza di un appartamento a Milano coperta dalle macerie prima dell’intervento
L’appartamento prima dell’intervento: le macerie della demolizione occupavano l’intera superficie delle stanze.

La demolizione interna aveva prodotto uno strato diffuso di residui, non un singolo cumulo facilmente raggiungibile. Il materiale occupava le stanze e comprendeva le diverse componenti rimosse durante la ristrutturazione.

Con una movimentazione tradizionale, ogni carico avrebbe dovuto essere raccolto, insaccato o trasferito su piccoli mezzi e portato all’esterno attraversando ripetutamente le parti comuni. In un condominio abitato, questo significa aumentare polvere, rumore, passaggi e tempi di lavoro.

Perché è stato scelto l’escavatore a risucchio

L’escavatore a risucchio cambia la logistica del cantiere: il mezzo resta all’esterno, mentre una linea di aspirazione raggiunge direttamente il materiale da rimuovere. Le macerie vengono così prelevate dall’appartamento e convogliate nel serbatoio del camion senza richiedere continui trasferimenti intermedi.

La scelta è stata motivata da tre esigenze concrete indicate dall’impresa:

  • Ridurre l’impatto sul condominio, evitando di utilizzare scale e passaggi comuni per decine di viaggi con sacchi e carriole.
  • Limitare la dispersione di polvere, diminuendo il numero di volte in cui il materiale deve essere raccolto, spostato e ricaricato.
  • Accelerare la rimozione, grazie a un flusso di aspirazione continuo che non dipende dal trasporto manuale.

Come è stato organizzato l’intervento

Il mezzo è stato posizionato all’interno della proprietà condominiale. Per consentire le operazioni è stata inoltre prevista l’occupazione di suolo pubblico su strada, un passaggio da considerare in anticipo quando si pianifica un intervento in città.

Una volta definita la posizione del camion, la linea di aspirazione è stata montata fino all’appartamento. In questo modo il lavoro operativo all’interno dell’edificio è rimasto concentrato attorno al tubo, senza creare un percorso continuo per il trasporto delle macerie.

Le fasi del lavoro

  1. Posizionamento del mezzo nell’area concordata.
  2. Montaggio della linea di aspirazione fino all’interno dell’appartamento.
  3. Aspirazione delle macerie seguendo l’avanzamento della demolizione.
  4. Trasporto del materiale verso l’impianto di destinazione.
  5. Conferimento in impianto autorizzato.

Materiali, quantità e tempi del cantiere

Il materiale aspirato comprendeva pavimentazione, massetto, forati e rivestimenti: residui edili puliti provenienti dalla demolizione interna. Prima dell’intervento, la composizione del materiale è stata valutata per verificare che fosse adatta all’aspirazione e alla successiva gestione.

Le 58 tonnellate di macerie non sono state rimosse in un’unica sessione. Il lavoro è stato suddiviso in due giornate, distanziate di circa dieci giorni, lasciando all’impresa il tempo necessario per completare una nuova fase di demolizione e preparare il materiale successivo.

Questa organizzazione ha permesso di seguire il ritmo reale della ristrutturazione, senza accumulare nell’appartamento tutto il materiale in attesa di un unico intervento finale. L’aspirazione è quindi entrata nella programmazione del cantiere, invece di costituire un’attività separata da affrontare soltanto alla fine.

Il risultato e la gestione delle macerie

Al termine della seconda giornata, l’appartamento era pulito, sgombero dalle macerie e pronto per la fase successiva della ristrutturazione. Le parti comuni non sono state utilizzate come percorso permanente per il trasporto del materiale, contenendo il disagio per chi continuava a vivere nell’edificio.

Le macerie aspirate sono state raccolte nel serbatoio del mezzo, trasportate e conferite in un impianto autorizzato. Il servizio non si è quindi concluso con la rimozione dall’appartamento, ma ha compreso anche la gestione del materiale fino alla sua destinazione. PEP Service opera con un sistema di gestione ambientale certificato ISO 14001:2015.

Che cosa dimostra questo cantiere

Il caso di Milano mostra che l’aspirazione di macerie in appartamento può essere integrata nelle diverse fasi di una ristrutturazione, anche quando l’edificio resta abitato. Non è necessario concentrare tutto il materiale in un solo momento: l’intervento può essere organizzato in base allo stato di avanzamento dei lavori.

La soluzione va comunque valutata sul singolo cantiere. Piano, accessibilità, distanza fra il materiale e il mezzo, composizione e quantità delle macerie determinano come predisporre la linea e se l’aspirazione rappresenta effettivamente il metodo più adatto.

Domande frequenti

Si possono aspirare macerie da un appartamento ai piani alti?

Appartamenti, cantine, box e altri ambienti difficili da raggiungere rientrano fra i possibili ambiti di intervento. Il piano, la distanza e il percorso disponibile per la linea di aspirazione devono però essere verificati prima di confermare l’organizzazione del lavoro.

Serve un permesso per posizionare il mezzo?

Dipende dalla posizione del camion e dalle regole del Comune. Nel cantiere di Via Zante è stata prevista l’occupazione di suolo pubblico su strada, quindi questo passaggio è stato inserito nella pianificazione prima dell’intervento.

Il condominio deve essere liberato durante il lavoro?

Nel caso raccontato l’edificio è rimasto abitato. Il mezzo è stato posizionato all’esterno e nell’appartamento è arrivata la linea di aspirazione, riducendo il passaggio di materiali e attrezzature nelle parti comuni.

Da cosa dipende la valutazione dell’intervento?

I principali fattori sono quantità e composizione del materiale, piano, accessibilità, distanza dal mezzo e tempi disponibili. Per questo la soluzione viene definita partendo dalle caratteristiche effettive del cantiere.

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